Speciale Centrale Fies Motherlode 2015

Next Day

Next Day

In programmazione ieri sera replica quest'oggi all'interno del cartellone Motherlode a Centrale Fies lo spettacolo "Next Day" del francese Philippe Quesne.

Lo spettacolo è ” promosso da Francia in scena, calendario culturale proposto dall’Ambasciata di Francia e dall’Institut Francais in Italia in occasione di
Expo

Philippe Quesne ha rilasciato un'intervista sul suo lavoro, la sua interpretazione di Arte e contemporaneità e ha tratteggiato il panorama culturale in cui artisti come lui si muovono pur confrontandosi con la crisi che sta caratterizzando il nostro tempo storico

Next Day

Next Day

Qui l'intervista integrale di cui un estratto è stato pubblicato sul quotidiano Trentino in edicola oggi

1 - A Centrale Fies il suo è un ritorno di cui personalmente ho goduto della genialità di "L'effet de Serge" e ho trovato molto distante e provocatorio "Anamorphosis". Umorismo e profondità nel primo, incomunicabilità e lentezza nel secondo, cosa ci si deve aspetttare per "Next Day"?

Next Day è nato da una richiesta di CAMPO, una casa di produzione con sede in Belgio, che da numerosi anni chiede a coreografi o a registi di creare degli spettacoli con i bambini. A questo invito hanno risposto molti artisti come Alain Platel, Tim Etchells e Gob Squad. Io ho accettato immediatamente questa proposta e ho deciso di creare uno spettacolo con molti bambini e di fare la prove nell’arco di più mesi (durante i weekend e le vacanze scolastiche) per avere il tempo di osservarli e di scoprire le loro differenti personalità. Ho composto questo spettacolo per loro e con loro. Nel mio lavoro amo ispirarmi al vocabolario gestuale e verbale delle persone con cui lavoro e, anche in questo caso, ho seguito lo stesso principio. Mi piace l’idea di portare in scena delle piccole comunità e una certa idea utopistica del “vivere insieme”.

Philippe Quesne

Philippe Quesne

2 - Da ciò che ho letto dello spettacolo parrebbe che gli attori fanno parte di un microcosmo che ha in parte vissuto di vita propria, quindi quanto l'esito dello spettacolo ha portato là dove voleva lei come regista e quanto invece è vissuto di vita sua plasmandosi in modo autonomo?

Sì, amo la possibilità che dà il teatro di mettere di fronte allo spettatore dei microcosmi: dei micro-mondi dove i piccoli umani cercano di trovare il loro spazio nel mondo. Spesso nei miei spettacoli, attraverso la creazione di mondi possibili, metto gli artisti di fronte a questioni quali le problematiche ecologiche e sociali che possono mettere a rischio la nostra stessa sopravvivenza. Le persone vivono, almeno per il tempo di uno spettacolo, una forma di resistenza e di indipendenza grazie all’arte e alla poesia.

Philippe Quesne

Philippe Quesne

3 - Perché attori e artisti così piccoli di età? e come sono stati scelti e seguendo quale criterio artistico?

Per “Next day” volevo un gruppo di bambini, non ancora entrati nell’adolescenza, tra gli 8 e gli 11 anni. I ragazzi provengono da diverse scuole di Gand, in Belgio, e hanno risposto a un semplice annuncio. Ho scelto dei bambini che non avessero mai avuto un’esperienza scenica e che sapessero suonare uno strumento musicale. Le prove sono state l’occasione di lavorare con l’orchestra e di imparare a “joué” (suonare, recitare, giocare) insieme. Loro vivono in Germania a partire dalla creazione dello spettacolo e partecipano a un’avventura straordinaria con la possibilità di viaggiare in tournée per lo spettacolo

Philippe Quesne Effect Serge

Philippe Quesne Effect Serge

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4 - Di quale società è specchio Next Day e a quale società futura guarda?

In uno spettacolo interamente joué (suonato, recitato, giocato) da bambini mi sembra che lo spettatore venga proiettato immediatamente nel futuro: quale società dovranno affrontare questi giovani, quale posto dovranno inventare per poterci vivere e dove potranno riporre i loro sogni. “Next Day” guarda a una società dove il diritto di sperimentare avrà più spazio …

Philippe Quesne Big Bang

Philippe Quesne Big Bang

5 - Cosa vuol dire al giorno d'oggi essere un artista e un regista contemporaneo e quale è il contesto in cui si opera, fra limiti, problematiche ed opportunità?

Sono diventato regista teatrale in una compagnia dopo 10 anni in giro per il mondo. Mi è sempre piaciuto programmare il lavoro degli altri artisti e penso che al giorno d’oggi sia importante sfruttare i mezzi di produzione di un teatro in modo che gli artisti possano avere semplicemente il tempo di creare.

6 - Lei come vede l'arte in questo particolare momento storico e in questo quadro quale giudizio o pensiero da su Centrale Fies Drodesera?

Trovo che il progetto di Centrale Fies sia qualcosa di formidabile! Garantisce tutela e accompagnamento nella residenza e nella produzione dei lavori di giovani artisti nel corso di tutto l’anno e consente l’emergere delle loro opere; inoltre lo sguardo dei direttori è rivolto all’unicità degli artisti italiani e internazionali. Ogni anno questo impegno sfocia nel Festival che, in questo luogo magico, stimolante e di scambio, dà la possibilità al pubblico e ai professionisti di scoprire la vitalità della scena contemporanea.

Next Day

Next Day